GIOCATTOLI PER SCOPRIRE L'AUTISMO
Il problema delle famiglie con figlio autistico è spesso sottovalutato, eppure esistono interventi terapeutiche riabilitativi che consentono l'acquisizione di abilità linguistiche e comunicative, favorendo l'inserimento sociale di questi soggetti. Tutto ciò richiede, però, una diagnosi precoce, mentre nella maggioranza dei casi questa si effettua tra i tre e i sei anni, anche se i primi segni dell'autismo sono già riconoscibili intorno ai 18 mesi.
Per riuscire a scoprire i segni premonitori addirittura tra i sei e i 12 mesi sono stati creati giocattoli in grado di valutare l'acquisizione corretta del movimento di raggiungimento e presa di un oggetto.
La ricerca, che è stata effettuata all'istituto scientifico "E. Medea" di Bosisio Parini (Lecco) nell'ambito di TACT, un progetto internazionale di ingegneria neuro-evolutiva, si basa sull'ipotesi che gran parte dei sintomi dell'autismo siano collegati a disturbi nella programmazione neuromotoria. Il movimento, infatti, permette l'interazione del bambino con il mondo esterno, tanto è vero che già a sei mesi un neonato è in grado di raggiungere un oggetto e a nove mesi sa adattare la modalità di presa a peso e dimensioni, mentre un bambino autistico acquisisce con molto ritardo queste capacità. All'istituto Medea sono stati messi a confronto bambini sani e bambini a rischio genetico di sviluppare autismo tra i 6 e i 36 mesi registrando i loro movimenti con sistemi optoelettronici e con giocattoli, un sonaglio per i più piccoli e una palla da inserire in un canestro per i più grandicelli, dotati di sensori di movimento e pressione. Viene anche analizzato il modo in cui i bambini osservano e imitano l'adulto, un'abilità anch'essa compromessa in caso di autismo.



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