MINORI STRANIERI NELLA SCUOLA ITALIANA



L'arrivo degli immigrati dai paesi del sud del mondo prima, e dall'est poi, databile in Italia dalla metà degli anni '80, ha aperto una riflessione sul ruolo dell'istituzione scolastica e sulla formazione in presenza della differenza culturale. Quale sistema aperto, la scuola rispecchia infatti lo scenario globale dell'immigrazione presente nella società italiana. La presenza di allievi stranieri configura tuttora una sfida che interroga fortemente i protagonisti della formazione, una sfida nella quale la scuola, in particolare, può essere vista come luogo di frontiera, inteso come punto di contatto fra culture diverse o come intersezione e confronto tra di esse.

La presenza si bambini e ragazzi stranieri nelle scuola e nei servizi educativi assume di anno in anno dimensioni sempre più consistenti. Ciò è da ricondurre a una pluralità di fattori, in particolare:

  • all'ingresso nel sistema scolastico dei minori già presenti in Italia giunti nel corso delle più recenti ondate migratorie;
  • ai bambini nati in questi anni dai nuclei di stranieri stabilizzatisi nel nostro Paese;
  • al progressivo aumento del tasso di scolarizzazione della popolazione straniera;
  • ai ragazzi in età scolare appartenenti a nuclei familiari di quanti sono in procinto di stabilirsi in Italia.
Il ventaglio delle differenze presenti nelle nostre scuola si sta sempre di più aprendo e divenendo un fatto naturale. Accogliere le persone è una dimensione dell'interculturalità e comporta costruire nella scuola un clima per cui tutti possono starvi  ritrovarsi bene o in modo soddisfacente senza ignorare le differenti appartenenze. Per bambini provenienti da un altro Paese, sia che abbiano ricordo diretto dell'ambiente lasciato, sia che non abbiano conosciuto il Paese di origine dei genitori se non dai racconti o per brevi viaggi, diviene importante nel costruire la propria identità il modo in cui sarà gestita la dialettica tra cultura d'origine e quella d'approdo.
La scuola, istituzione di trasmissione culturale per eccellenza, è luogo in cui l'incontro con la differenza diventa fondamentale. Per questo la scuola si pone sempre più al centro del dibattito interculturale dove trasmissione del sapere, socializzazione, sviluppo dell'identità, rapporti interetnici si confrontano e si intrecciano dando spesso luogo a processi educativi e socializzativi complessi.
Lo scenario educativo è profondamente cambiato proprio a seguito dell'ingresso a scuola di studenti con esperienza di migrazione; da più parti si è così delineata una nuova attenzione all'integrazione scolastica degli alunni stranieri per lo più declinata oggi in senso interculturale. Si è passati repentinamente da un prevalente modello di educazione assimilativa e compensativa mirato sui soli studenti stranieri ad un modello pedagogico interculturale che tende a non distinguere gli alunni in base alla nazionalità, quanto a porre al centro delle interazioni in aula e della prassi educativa l'individuo e le sue peculiarità. La scolarizzazione degli alunni in Italia è stata impostata quindi sulla centralità della relazione, in un quadro normativo volto a valorizzare il confronto fra culture nel rispetto dell'identità di ognuno. In coerenza con questa impostazione si è evitato che nella formazione delle singole classi scolastiche la presenza di alunni stranieri fosse predominante.
Tuttavia la distanza tra gli obiettivi che il modello educativo interculturale si era prefissato e la discontinua applicazione pratica dei suoi principi sembra colmabile solo con un impegno istituzionale forte.




Scuola e migranti. Generazioni di migranti nella scuola e processi di integrazione informale.

Autore: Chiara Pattaro

Editore: Franco Angeli

Anno: 2010

Pp.: 144

Prezzo : 19,00 euro

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