IL NARCISISMO E GLI ADOLESCENTI
Fra l'infanzia e la fine dell'adolescenza, il narcisismo, ossia l'amore che un individuo ha per se stesso, si evolve. La pediatra e psicoanalista Francoise Dolto identificava tre stadi: il narcisismo primordiale, il narcisismo primario e il narcisismo secondario. Il primo è legato alla rottura del cordone ombelicale, al momento in cui il neonato acquisisce la propria autonomia respiratoria, olfattiva, funzionale.
Il narcisismo primario è il risultato dell'esperienza dello specchio, che rivela al bambino il proprio viso e che coincide con la scoperta del corpo sessuale. E' il momento in cui il bambino investe tutta la propria libido su se stesso. Il divieto dell'incesto, fonte di un narcisismo secondario, impone la padronanza delle pulsioni sessuali. A questo stadio il bambino deve tenere a bada i propri desideri e imparare a differenziare pensiero e azione.
Il narcisismo primario è il risultato dell'esperienza dello specchio, che rivela al bambino il proprio viso e che coincide con la scoperta del corpo sessuale. E' il momento in cui il bambino investe tutta la propria libido su se stesso. Il divieto dell'incesto, fonte di un narcisismo secondario, impone la padronanza delle pulsioni sessuali. A questo stadio il bambino deve tenere a bada i propri desideri e imparare a differenziare pensiero e azione.
Per l'adolescente il bisogno di appartenere a un gruppo deriva anche da una necessità di un ancoraggio affettivo di fronte al complesso di Edipo che riemerge. L'integrazione in un gruppo di riferimento, infatti, gli permette di ritrovare le sensazioni di sicurezza e amore che ha sperimentato da bambino.
Ma che cos'è esattamente l'adolescenza? Un momento specifico dello sviluppo del bambino o un processo di rottura rispetto alle tappe interiori? Prima di arrivare all'età della ribellione, l'adolescenza si giustappone generalmente a un altro periodo importante nel passaggio dall'infanzia all'età adult: la pubertà. Durante questa fase, il corpo "infantile" conosce considerevoli sconvolgimenti fisici e fisiologici, che sollevano negli adolescenti molti interrogativi sulla propria identità.
I cambiamenti della pubertà, che riguardano soprattutto il rapporto con gli altri e con il proprio corpo, rendono l'incesto teoricamente realizzabile, poichè l'adolescente, per proteggersi dalle proprie pulsioni, abbandona i punti di identificazione precedenti, le sedute narcisistiche dell'infanzia. L'adolescente quindi deve reinvestire le proprie pulsioni soprattutto sessuali, su altri oggetti, che acquisiscono un ruolo essenziale nel lavoro di costruzione identitaria. Che siano oggetti culturali o il gruppo dei compagni, questi oggetti mediatori sono fonti importanti di identificazione narcisistica. E durante questo periodo di dubbi e domande, gli adolescenti si dirigono naturalmente verso le persone che rispondono alle esigenze del proprio ideale.
L'incontro con un altro se stesso, eterosessuale e non incestuoso, permette di far tacere momentaneamente le rinascite pulsionali.
Le modificazioni morfologiche che sopraggiungono con la pubertà sconvolgono profondamente la relazione con gli altri e l'immagine che l'adolescente ha di se stesso. Lo sviluppo del proprio corpo e la scoperta delle nuove potenzialità sessuali che ne derivano generano spesso paure e angosce, portando talvolta gli adolescenti a sviluppare disturbi comportamentali o psicologici, come l'anoressia, la bulimia o anche certe forme di dismorfofobia, vale a dire la convinzione che il proprio corpo presenti delle deformità.
Il narcisismo nell'infanzia e nell'adolescenza.
Berem Phyllis
28,00 euro
2005, 320 pp.
Armando Editore
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